STORIE FILIPPICHE-TESTO LATINO A FRONTE
- Titolo: STORIE FILIPPICHE-TESTO LATINO A FRONTE
- Codice EAN 13: 9788818034554
- Autore: Giustino Marco Giuniano
- Editore: Rusconi editore
- Collana: Classici greci e latini
- N° Pagine: 768
- Dimensioni (cm): 13,30 x 19,70
- Peso (kg): 0,54
- Rilegatura: Brossura con alette
- Argomento: Classici
- Cedola: 01/2020
Contenuto
Nelle Storie Filippiche di Pompeo Trogo si narravano le vicende degli imperi universali che dall’origine dei tempi avevano governato il mondo, con particolare attenzione per la
fulminea ascesa e caduta del regno macedone di Filippo II e
Alessandro Magno. Eppure Giustino, pur avendo tra le mani
uno dei Santi Graal della storiografia, nel suo florilegio va sorprendentemente a compromettere la comprensione globale
della storia, che dai tagli di Giustino esce spesso ammaccata, se non distrutta. Leggere Giustino non rappresenta quindi
un corso accelerato di storia per lo più orientale, e neppure
equivale a sfogliare una riduzione di un’opera più lunga e
complessa. Leggere Giustino significa, invece, entrare in una
camera delle meraviglie: regine malvagie, sovrani obesi, rocambolesche fughe di fronte a morte certa, astuzie, insidie e
tradimenti; una serie di scenette curiose quasi impossibili da
dimenticare. Questo lavoro mette a disposizione, per la prima
volta in edizione economica, un testo che sebbene a qualcuno parrà di non aver mai sentito nominare, in realtà pagina
dopo pagina si rivelerà sempre più familiare. È Giustino, infatti, ad aver condotto fino a noi molti di quegli aneddoti sul
mondo antico che vivono nella memoria collettiva.
Dietro al nome Giustino si nasconde uno dei tanti misteri
dell’antichità. Di lui, infatti, sappiamo pochissimo: in un
periodo imprecisato tra il II e il IV sec. d.C., nel corso di un
soggiorno a Roma, egli si imbattè in un tesoro: le Storie
Filippiche di Pompeo Trogo, l’autore di età augustea che,
proprio mentre Tito Livio componeva la sua monumentale
Storia di Roma, preferì raccontare di terre lontane e civiltà
diverse. Affascinato, Giustino decide di trarre dall’opera
di Trogo quel che definisce brevi florum corpusculum, un
florilegio. Questa riduzione, forse per la sua maggiore agilità, forse per il gusto vivace con cui è composta, godrà di
grande fortuna e probabilmente determinerà la scomparsa
dell’originale, oggi perduto.
fulminea ascesa e caduta del regno macedone di Filippo II e
Alessandro Magno. Eppure Giustino, pur avendo tra le mani
uno dei Santi Graal della storiografia, nel suo florilegio va sorprendentemente a compromettere la comprensione globale
della storia, che dai tagli di Giustino esce spesso ammaccata, se non distrutta. Leggere Giustino non rappresenta quindi
un corso accelerato di storia per lo più orientale, e neppure
equivale a sfogliare una riduzione di un’opera più lunga e
complessa. Leggere Giustino significa, invece, entrare in una
camera delle meraviglie: regine malvagie, sovrani obesi, rocambolesche fughe di fronte a morte certa, astuzie, insidie e
tradimenti; una serie di scenette curiose quasi impossibili da
dimenticare. Questo lavoro mette a disposizione, per la prima
volta in edizione economica, un testo che sebbene a qualcuno parrà di non aver mai sentito nominare, in realtà pagina
dopo pagina si rivelerà sempre più familiare. È Giustino, infatti, ad aver condotto fino a noi molti di quegli aneddoti sul
mondo antico che vivono nella memoria collettiva.
Dietro al nome Giustino si nasconde uno dei tanti misteri
dell’antichità. Di lui, infatti, sappiamo pochissimo: in un
periodo imprecisato tra il II e il IV sec. d.C., nel corso di un
soggiorno a Roma, egli si imbattè in un tesoro: le Storie
Filippiche di Pompeo Trogo, l’autore di età augustea che,
proprio mentre Tito Livio componeva la sua monumentale
Storia di Roma, preferì raccontare di terre lontane e civiltà
diverse. Affascinato, Giustino decide di trarre dall’opera
di Trogo quel che definisce brevi florum corpusculum, un
florilegio. Questa riduzione, forse per la sua maggiore agilità, forse per il gusto vivace con cui è composta, godrà di
grande fortuna e probabilmente determinerà la scomparsa
dell’originale, oggi perduto.















