PENTOLA D'ORO, LA - TESTO LATINO A FRONTE
PENTOLA D'ORO, LA - TESTO LATINO A FRONTE

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  • Titolo: PENTOLA D'ORO, LA - TESTO LATINO A FRONTE
  • Codice EAN 13: 9788818037616
  • Autore: Plauto Tito Maccio
  • Editore: Rusconi editore
  • Collana: Classici greci e latini
  • N° Pagine: 320
  • Dimensioni (cm): 13,30 x 19,70
  • Rilegatura: Brossura con alette
  • Argomento: Classici
  • Cedola: 02/2022


Contenuto
La pentola d’oro è una commedia a sviluppo lineare: tutto ruota intorno ad Euclione, un poveraccio rimasto sconvolto dal ritrovamento di una pentola piena d’oro. Quel tesoro gli provoca un mucchio di pensieri che lo rendono ladro, tirchio, sospettoso, duro con gli altri e con sé stesso. La paura di perdere quell’oro lo porta ad una chiusura mentale e lo condiziona in ogni suo rapporto con il mondo circostante. Ogni volta che si allontana dalla pentola diventa insofferente e il suo sguardo vagola sempre in cerca del luogo in cui è nascosto il suo tesoro. Di qui il suo rigetto verso ogni forma di contatto con i vari interlocutori,
preso dal timore che possano carpirgli il proprio segreto. La comicità vivace tracima nelle diverse situazioni sceniche che l’abilità registica del grande Plauto monta e smonta tra leggerezza fantastica e ossessione maniacale, mentre il pubblico ride compiaciuto per la gretta chiusura mentale e la nevrosi invadente del vecchio stravagante. L’Aulularia è, col
Miles gloriosus, la più nota commedia di carattere del teatro classico.

Plauto (254-184 a.C.) è il più grande comico latino, grande per il suo festoso estro inventivo e la sua vena sanguignamente popolare, per l’effervescente gioco scenico e l’incalzante ritmo linguistico-musicale. Le sue commedie nascevano dall’attenzione e dall’ascolto della piazza non disgiunti da un lungo tirocinio del teatro e da una larga familiarità con gli autori
comici greci. E la baldoria e la piacevolezza del suo teatro contagiavano un pubblico che si faceva complice delle situazioni farsesche create da un poeta dal genio spigliato, ricco e fecondo oltre che capace di muoversi tra realtà quotidiana e dimensione surreale.

Nicola Pice, docente di Lettere Classiche e dottore di Ricerca in Scienze dell’Antichità Classica e Storia della Tradizione e della Ricezione, è autore di numerose pubblicazioni. La sua attività di ricerca ha toccato diversi temi della letteratura greca e latina: La similitudine nel poema epico (Edipuglia), Alcesti e le Alcesti. Storie, forme e fortuna di un mito (Castello ed.), Plauto. Il soldato fanfarone (con G. Cipriani, Rusconi ed.), Germania di Tacito. Dall’Impero romano al Terzo Reich tra civiltà e barbarie (Stilo ed.), Samia di Menandro (con R. Castellano, Edipuglia), Res Gestae divi Augusti (con G. Leone, Stilo ed.), Ovidio. La
voce del mito (Quorum Edizioni), Platone. Alcibiade (Stilo ed.). Ha realizzato l’antologia Poeti alla finestra (Secop ed.) e un ritratto della città di Bitonto attraverso lo spazio e il tempo in Bitonto in un mare di ulivi (ed. Laterza) e in Il racconto nella pietra. La Cattedrale di Bitonto (Quorum Edizioni).